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+++ In arrivo nuove regole per la tutela del paesaggio
In sintesi Il 1° maggio 2004 č entrato in vigore il nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il codice affida alle Regioni le decisioni relative alla tutela del paesaggio con l“obiettivo di semplificare la burocrazia. La Regione Emilia

In sintesi
Il 1° maggio 2004 è entrato in vigore il nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Il codice affida alle Regioni le decisioni relative alla tutela del paesaggio con l´obiettivo di semplificare la burocrazia.
La Regione Emilia-Romagna aveva già iniziato a verificare le politiche di gestione e di tutela del paesaggio negli anni passati. Recentemente, infatti, si è conclusa una ricerca che doveva verificare l´efficacia dell´attuale Piano paesistico regionale.
Della ricerca e di altri temi relativi alla tutela del paesaggio si parlerà nel corso del convegno dal titolo "Paesaggi senza confini" in programma venerdì 7 maggio a partire dalle 9,30. L´iniziativa, organizzata dalla Regione e dal Centro studi Oikos si terrà presso la Sala polivalente del Consiglio regionale (Bologna, viale Aldo Moro 50).
Nel secondo paragrafo si segnalano alcune novità che verranno introdotte dal nuovo codice, mentre nell´area dei Documenti in fondo alla pagina si trova il programma del convegno di venerdì 7 maggio.


(06 maggio 2004) - Meno burocrazia senza rinunciare alla tutela. Con il nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio in vigore dal 1° maggio, che per la prima volta riunisce in capo alle Regioni tutte le competenze in campo paesaggistico, la gestione della tutela del paesaggio diventerà anche in Emilia-Romagna allo stesso tempo più snella ed efficace.
Le novità in arrivo sono molte a partire proprio dal superamento del sistema precedente che prevedeva una doppia tutela statale e regionale. Questo superamento avrà ricadute importanti sul piano della semplificazione e dello snellimento delle procedure in materia edilizia.
Il codice dovrà ora essere recepito dalle diverse Regioni, Province e Comuni, mentre per quanto riguarda l'Emilia-Romagna questo percorso è già iniziato. Si è infatti già conclusa una ricerca che doveva verificare i contenuti e le necessità di adeguamento dell'attuale Piano paesistico regionale. Della ricerca si parlerà nel corso del convegno "Paesaggi senza confini", organizzato dalla Regione e dal Centro studi Oikos presso la Sala polivalente del Consiglio regionale (Bologna, viale Aldo Moro 50) in programma venerdì 7 maggio a partire dalle 9,30.
"Con il nuovo Codice - ha spiegato l'assessore regionale alla programmazione territoriale Pier Antonio Rivola - il paesaggio viene riconosciuto come risorsa fondamentale per promuovere uno sviluppo di qualità del territorio. È un'occasione importante che questa Regione intende cogliere. Fondamentale è poi la possibilità di avviare una vera collaborazione tra Regione, Soprintendenze ed Enti locali, evitando i conflitti di competenze del passato. Una strada che l'Emilia-Romagna aveva già anticipato firmando nel 2003 un accordo con il Ministero dei beni culturali per armonizzare e snellire le procedure, in omaggio al principio della pianificazione condivisa. Ora la bontà di questo orientamento viene confermata, rafforzata ed estesa a livello nazionale."
Cosa cambia con il nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio
Con il nuovo Codice diventa realtà anche in Italia un nuovo modo di intendere il paesaggio. Non più come insieme di "eccellenze" da proteggere, ma come territorio da gestire e promuovere complessivamente, il paesaggio non come "monumento" ma come idea stessa di uno sviluppo sostenibile fatto di un rapporto equilibrato tra ambiente, bisogni sociali e attività economiche.
Inoltre, con le nuove regole, i vincoli paesaggistici previsti dalla legge Galasso vengono recepiti nel Piano paesistico regionale, che diventa così l´unico punto di riferimento, mettendo fine all´attuale duplice sistema di tutela, statale e regionale.
Un´altra novità riguarda il territorio regionale sottoposto a vincolo paesaggistico.
Attualmente questo territorio è pari a circa il 40% del totale. Chi vuole costruire in queste zone deve richiedere un´autorizzazione specifica al Comune, con un forte allungamento dei tempi e con il rischio di vedersi poi annullare tale autorizzazione dalla Sovrintendenza. Con il nuovo Codice la Sovrintendenza perde l´attuale potere di annullamento e si esprimerà solo con un parere preventivo al momento del rilascio dell´autorizzazione comunale.
L´obbligo dell´ autorizzazione paesaggistica rimarrà solo per aree molto limitate (il 18% circa) caratterizzate da particolare valore paesaggistico, storico e culturale. Tutto ciò non significa però minor tutela del territorio, ma solo meno burocrazia per il cittadino. Infatti tutte le aree vincolate, comprese quelle della legge Galasso, vengono recuperate all´interno del Piano paesistico, che non a caso dovrà essere adeguato alla nuova normativa dalla Regione in collaborazione con le Sovrintendenze
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